Iscrizione AIRE: ecco quando è stata istituita e a cosa serve

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L’Anagrafe dei cittadini italiani residenti all’estero, ovvero l’AIRE, è stata istituita per raccogliere i dati degli italiani residenti all’estero da più di un anno. Ma quando è nata? A che cosa serve?

La sua istituzione e chi si deve iscrivere

L’AIRE è stata istituita nell’ottobre del 1998, con la legge 470, per registrare i cittadini italiani che risiedono all’estero per più di dodici mesi, ed a gestirla sono i Comuni, sulla base delle informazioni provenienti dalle rappresentanze consolari all’estero.

Sono tenuti ad iscriversi all’AIRE i cittadini che sono all’estero da più di un anno, come già è stato detto, e quelli che già vi risiedono perché nati all’estero, in modo che possano acquisire in seguito la cittadinanza italiana. Non si devono iscrivere, invece, chi si reca all’estero per un periodo inferiore a dodici mesi, chi vi lavora stagionalmente, i dipendenti dello Stato in servizio all’estero o i militari dislocati in strutture estere della NATO.

L’iscrizione all’AIRE, deve essere effettuato presso il consolato di competenza, entro novanta giorni dal trasferimento all’estero, il che comporta una cancellazione all’anagrafe del Comune di provenienza. Gli italiani all’estero devono compilare un modulo ed allegare una documentazione che comprenda certificati di residenza rilasciati dall’autorità estera, permessi di soggiorno, carta d’identità straniera, copia del contratto di lavoro, etc.

A cosa serve

Iscriversi all’AIRE è importante se si vuole usufruire di una serie di servizi che le Rappresentanze consolari forniscono all’estero, come la possibilità di votare per corrispondenza, oppure rinnovare i propri documenti d’identità, ma il rinnovo della patente si può effettuare solo in alcuni paesi.

Tra i servizi forniti, non mancano nemmeno l’assistenza sanitaria, che può richiedere procedure diverse a seconda del paese in cui si risiede. Complessa è anche la questione delle tasse da pagare, in cui si deve considerare la doppia tassazione, ovvero i redditi che vengono tassati sia in Italia che all’estero. C’è da aggiungere, in questo caso, che dal 2020, i pensionati iscritti all’AIRE non beneficiano più si alcuna esenzione IMU.

Una volta tornati in Italia, gli iscritti all’AIRE dovranno presentarsi al proprio Comune di residenza e cancellare la registrazione all’AIRE. Si curerà il Comune, poi, di comunicare all’estero la cancellazione all’iscrizione.