Home / Notizie / Intra acquisti 2018: ecco cos’è e perché è entrato come obbligo

Intra acquisti 2018: ecco cos’è e perché è entrato come obbligo

acquisti

Intra acquisti 2018, di cosa si tratta? Chi fa parte di un ente senza fini di lucro sa bene che ci sono alcuni documenti da compilare con scadenze mensili, trimestrali o annuali. Questi servono per avere un rendiconto delle attività svolte in ambito associativo, come avviene per le associazioni o le organizzazioni senza personalità giuridica. Tra la documentazione che deve essere presentata, rientra anche il modulo Intra 12. Che cosa è, esattamente, e cosa è cambiato a partire dal 2018? Scopriamolo insieme in questo articolo.

Intra acquisti, ecco che cosa è

In Italia ci sono alcuni enti, come le associazioni culturali o no-profit, le società senza scopo di lucro o le organizzazioni senza personalità giuridica. Si tratta di entità che non hanno come scopo principale la compra vendita di beni di consumo, ma che sono comunque in grado di esercitare l’acquisto di alcuni materiali o prodotti. Per esempio, un caso tipico è quello legato alle magliette con il logo dell’associazione, che possono servire durante gli eventi che questa potrebbe organizzare. In alternativa, vale anche l’acquisto di un computer per realizzare le attività di cui ha bisogno l’ente. Queste vanno da quelle burocratiche al semplice marketing online sui social.

Se questi acquisti derivano dal mercato intracomunitario, ovvero da uno dei Paesi dell’Unione Europea, occorre compilare un documento apposito. Nel caso specifico, si tratta del modello Intra 12, che si deve redigere nel caso in cui l’importo dei beni acquistati supera il limite di 10 mila euro. Inoltre questo documento Intra acquisti è obbligatorio anche nel caso in cui l’ente ha optato per l’applicazione dell’imposta in Italia.

Intra acquisti 2018, è obbligatorio?

Rispetto al modello Intra 12, c’è l’obbligo di presentarlo mensilmente o al termine di ogni trimestre. Tutto ciò dipende dalla quantità di denaro che viene impiegata per l’acquisto dei beni necessari all’ente in questione. Però, per l’esattezza, questo obbligo c’era, ma oggi non esiste più. Infatti dal 2018 le regole sono cambiate a partire dal 1º gennaio di quell’anno. In che modo, esattamente? Vediamo quanto è previsto dal decreto legislativo 244/2016, poi convertito con alcune modifiche nella Legge 19/2017.

Innanzitutto, i modelli Intra 12, Intra 2bis e quarter non devono più essere inviati dai contribuenti che sono soggetti passivi IVA. Ciò è dovuto a un fatto concreto che decorre proprio a partire dal 1º gennaio del 2018. Infatti le informazioni statistiche che si riferiscono agli acquisti intra comunitari vengono ricavate direttamente dalla comunicazione dei dati fattura, ovvero dello spesometro trimestrale. Anche le fatture elettroniche hanno valore in questo senso, se trasmesse per via telematica, almeno per i contribuenti che applicano il regime opzionale, decretato secondo il DL 127/2015.

Intra acquisti 2018, cosa non è cambiato

Tutto quello che abbiamo appena visto si rispecchia nel fatto che il 25 gennaio 2018 è stato il giorno di validità dell’ultima scadenza, che valeva per l’anno 2017. Da lì in poi, infatti, le vecchie regole sono state abolite. Questo ha permesso, in via oggettiva, uno snellimento delle pratiche di tipo burocratico per le associazioni e gli enti. Ciò vale per le somme che non superano i 50 mila euro, però. Infatti gli altri modelli Intra relativi agli importi più consistenti rimangono in vigore. Per fare maggiore chiarezza, qui di seguito sono elencati i casi specifici:

  • Intra 2quater mensili e intra 1bis: obbligatorio per le operazioni che superano il valore di 100 mila euro per trimestre
  • Intra 2bis mensili: obbligatorio per le operazioni che superano il valore di 200 mila euro per trimestre

In ogni caso, per quanto riguarda le altre tipologie di comunicazioni relative agli acquisti di tipo intracomunitarie, esiste comunque una serie di adempimenti relativi agli acquisti oltre i 200 mila euro. Per approfondire si consiglia sempre di fare riferimento al sito ufficiale dell’Agenzia delle Entrate.