Partita IVA nel regime dei minimi 2017

Il nuovo regime dei minimi Iva, detto anche regime forfetario, è stato introdotto dalla Legge di Stabilità del 2015 approvata dal governo presieduto da Matteo Renzi. Un regime che è stato modificato nel 2016 dalla nuova legge di stabilità che ha modificato anche il regime per l’anno 2017. Con questo nuovo regime sono state introdotte delle semplificazioni ai fini Iva che consentono di assoggettare ad una imposta unica il reddito, in sostituzione del vecchio regime ordinario. Questa nuova riforma riguarda le persone fisiche che esercitano una attività di impresa mediante ditta individuale, e che siano in presenza di requisiti stabiliti dalla legge.

Questo regime viene anche applicato ai titolari di impresa già in attività. Nel 2014 venne introdotto il primo regime dei minimi riservato alla Partite Iva i cui guadagni non superano i 15 mila euro lordi l’anno (se si tratta di professionisti) e i 40 mila per i commercianti. La Legge di Stabilità del 2016 ne ha modificato le soglie fissando ad una aliquota del 15% l’imposta forfetaria senza alcun limite di età. La riforma prevede anche una aliquota che scende al 10% per le start up nei primi 5 anni di attività.

Questo regime ha subito nuove modifiche con l’ultima legge di Stabilità che è entrata in vigore il primo gennaio del 2017 che hanno apportato correzioni all’articolo 9.

Con le nuove modifiche sono stati ampliati i requisiti per accedere al regime forfetario, rimuovendo tutti quei limiti che in passato hanno ristretto l’ambito di applicazione precludendone l’accesso a molti titolari di partita Iva. Con la nuova Legge di Stabilità è stata elevata a 30 mila euro la soglia per i professionisti, mentre per i commercianti il limite è stato incrementato di altri 10 mila euro, raggiungendo la soglia dei 50 mila euro. E’ stata anche introdotta un’ulteriore novità anche per per dipendenti e pensionati nel caso in cui svolgano una propria attività, consentendo loro di poter accedere al regime forfetario purchè i proventi dell’attività non superino i 30 mila euro l’anno.

Un grande novità è stata introdotta anche per le start up, la cui aliquota è stata uleriormente ridotta al 5% per i primi 5 anni di attività (anziché 3 come previsto nella precedente riforma). E’ stata invece bocciata dal governo la proposta di mantenere il regime dei minimi anche per i professionisti che superano, di pochissimo, i 15 mila euro di reddito. Per questi soggetti si applicherà dunque l’imposta ordinaria.