Accessori di legge: che cosa sono e a cosa servono?

legge

Gli accessori di legge sono degli importi che si rinvengono all’interno della parcella rilasciata dall’avvocato al cliente in seguito dello svolgimento delle sue prestazioni professionali. Nelle prossime righe cercheremo di fare chiarezza circa la natura degli accessori di legge, in cosa consistono e circa le voci di cui si compone la parcella di un avvocato.

Accessori di legge: che cosa sono?

Gli accessori di legge sono delle voci di calcolo obbligatorie che troviamo sulla parcella degli avvocati. Questi si trovano quindi nella fattura o nella parcella rilasciata dal proprio avvocato finalizzata al pagamento delle prestazioni professionali svolte in favore del suo cliente.

Negli accessori di legge sono ricomprese le somme di cui all’IVA (imposta valore aggiunto) e alla CNA, ovvero alla Cassa Nazionale Avvocati, e il rimborso spese forfettario. Se da una parte l’IVA è una imposta obbligatoria da versare allo Stato, il CNA è una somma destinata alla cassa previdenziale degli avvocati, ovvero all’ente che gestisce il loro trattamento pensionistico. Questo contributo ammonta al 4%, che si calcola sulla base imponibile della parcella del legale. L’IVA, invece, si calcola sulla base della prestazione maggiorata del 4% del CNA, nella misura del 21%.

Il rimborso spese forfettario, invece, è un compenso erogato in modo indipendente rispetto alla spesa effettivamente sostenuta dal cliente. L’importo di questo rimborso generalmente trova fondamento nei contratti collettivi. Di conseguenza, si tratta di somme erogate secondo una quota fissa stabilita a priori, e non in base alla spesa per la prestazione professionale. Le somme di cui al rimborso spese forfettario, infine, non devono essere conteggiate nell’imponibile Irpef.

Voci di spesa nella parcella dell’avvocato

Quali sono le voci di spesa che possiamo rinvenire nella parcella di un avvocato? Quando il cliente riceve la parcella, può infatti notare che ci sono diverse voci, e non sempre è di facile comprensione, per i non addetti ai lavori, capire di cosa si tratta nello specifico.

In primo luogo, la prima voce che si può trovare nella parcella di un avvocato è quella relativa alle “spese vive“. Per spese vive si intendono i costi sostenuti direttamente dall’avvocato e da quest’ultimo anticipati in favore del cliente nell’ambito dello svolgimento della prestazione professionale. Ne fanno parte, per esempio, i costi sostenuti per fotocopie, corrispondenza, marche da bollo e così via. Si tratta, quindi, di un mero rimborso di quanto anticipato dall’avvocato per portare avanti il suo operato in favore del cliente. Su queste somme non è previsto il pagamento di alcuna imposta, proprio per via della loro natura.

A seguire troviamo la voce “diritti e onorari“. Si tratta, in parole povere, di quanto dovuto all’avvocato per quanto effettivamente svolto, ovvero per la sua prestazione professionale. L’onorario, nello specifico, del compenso stabilito in autonomia dall’avvocato. Ciononostante, benché le tabelle professionali siano state abolite, comunque gli avvocati devono tenere in considerazione specifici parametri forensi basati sulla complessità del caso in esame.

Poi troviamo il “rimborso spese generali“, pari al 15% dell’imponibile. In questo caso si tratta di somme dovute a prescindere dai costi effettivamente sostenuti e dal loro riconoscimento. Questa voce fa capo alla regola della soccombenza, secondo la quale la parte che perde la causa è tenuta al pagamento delle spese affrontate dall’altra parte per sostenere il processo (Corte di Cassazione, sentenza n. 17046/2015).

Sulla cifra che si ottiene sommando l’onorario e le spese generali al 15% vanno applicate gli accessori di legge già menzionati. Quindi, il 4% di cui al CPA e l’IVA.

Infine, nel caso in cui la parcella sia destinata a un libero professionista, si troverà un’ulteriore voce alla parcella, ovvero quella della ritenuta d’acconto. Si tratta di una somma pari al 20% detratto dall’imponibile dopo aver applicato l’IVA. Nel caso in cui la parcella sia invece destinata a un privato cittadino (quindi senza partita IVA), non troveremo questa voce.