Contratto stage: quando si può usare? Quali sono le ore stabilite? E lo stipendio?

stipendio

In ambito lavorativo, in particolare in riferimento ai più giovani, spesso di sente parlare di contratto stage. Si tratta di un tipo di contratto che, fino a qualche anno fa, era considerato in modo negativo poiché spesso dava luogo a un vero e proprio sfruttamento del lavoro dei tirocinanti, che spesso non avevano nemmeno diritto a percepire un compenso. A partire dal 2012, con l’introduzione delle modifiche volute dal Governo Monti, le caratteristiche dei contratti stage sono cambiate.

Contratto stage: che cos’è e come funziona?

Il contratto di stage rappresenta un contratto di lavoro che include anche una parte di formazione. Per questo motivo è anche detto contratto di formazione-lavoro. Il più delle volte se ne sente parlare in termini piuttosto negativi, in quanto spesso tende a rappresentare una forma contrattuale vantaggiosa per il datore di lavoro, ma svantaggiosa per lo stagista, che si trova in una spirale di precariato da un contratto stage all’altro.

In realtà, se utilizzato secondo il giusto criterio, il contratto stage può rivelarsi un ottimo strumento per ambo le parti. Ciò in quanto lo scopo principale di questa forma contrattuale è quella di formare il lavoratore per un successivo inserimento o quantomeno un’agevolazione nell’inserimento nel mondo del lavoro.

Ad ogni modo, il contratto di stage (o tirocinio) che l’azienda stipula con il tirocinante prevede diritti e doveri per ambo le parti. Da parte dell’azienda devono essere concordati gli obiettivi, la durata e le modalità di svolgimento del tirocinio. A occuparsi del tirocinante ci sarà un tutor designato, e in ogni momento il tirocinante sarà coperto da assicurazione INAIL o privata. Da parte dello stagista, invece, è previsto lo svolgimento delle attività previste dal contratto, il rispetto della riservatezza delle informazioni aziendali e l’aderenza al regolamento aziendale.

Tipi di contratto stage

In base alla durata del contratto possiamo in primo luogo distinguere tra quattro diversi tipi di contratto stage. Nello specifico:

  • massimo 6 mesi per i tirocini formativi e di orientamento;
  • massimo 12 mesi per i tirocini di inserimento e reinserimento al lavoro;
  • non più di 12 mesi per i tirocini a favore dei soggetti svantaggiati
  • massimo 24 mesi solo per i tirocini a favore di disabili

A quanto può ammontare lo stipendio?

Per quanto riguarda lo stipendio previsto per i contratti stage, è importante specificare che a partire dall’entrata in vigore della riforma del 2012 voluta dal Governo Monti, alcuni aspetti sono cambiati. Infatti, fino a quel momento era prevista la possibilità per le aziende di offrire contratti di tirocinio senza essere però obbligata a corrispondere un compenso.

A partire dal 2012, invece, sono state introdotte altre forme di contratto stage (per esempio Garanzia Giovani) che prevedono in ogni caso un compenso. Nel caso di Garanzia Giovani, però, sussistono specifiche disposizioni in relazione al compenso, che non può essere inferiore a 500 euro mensili.

Per altri tipi di contratto stage, invece, non sono presenti disposizioni se non la garanzia della corresponsione di un’indennità di partecipazione o rimborso spese. Generalmente i rimborsi spese ammontano a non meno di 300 euro lordi mensili. Queste somme non influiscono sullo status di disoccupazione per chi è assunto con contratto stage. L’azienda può determinare in autonomia gli stipendi degli stagisti, entro i limiti imposti dalla legge vigente.

A titolo di esempio, comunque, nel 2021 lo stipendio medio di uno stagista ammontava a circa 7.200 euro l’anno. In altre parole, in media per un contratto stage full time lo stipendio medio è di 600 euro al mese. Ciò non toglie che in alcuni casi gli stagisti possono arrivare a guadagnare anche circa 1.000 euro al mese, per un totale di circa 12 mila euro l’anno.

Infine, per il contratto stage l’orario di lavoro può arrivare a un massimo di 40 ore settimanali. Il lavoro da stagista può essere svolto tra le 6 e le 24, escludendo quindi il lavoro notturno, e deve includere almeno un’ora per la pausa.